I had a dream…

Presto ci sarà qualche evento ben calibrato per far passare al mondo la voglia di wikileccare, magari un conflittino a bassa intensità con la Korea del Nord, qualcosa di molto televisivo, altre immagini IR da mandare alla CNN, qualche fantastica pellicola registrata da un drone e l’attenzione del pubblico si dimentica di quei noiosi, banali, scontati documenti di Wikileaks, dopotutto non raccontano niente di veramente spaventoso, almeno per ora, che tutti i governi si spiassero, che tutti nascondessero coltelli dietro la schiena mentre si danno la mano è cosa che si sa sin dai tempi di Machiaveli.

Buona maggioranza della gente che conosco sostiene che quei documenti non andavano divulgati, che sono cose che già si sapevano e i soliti blahblahblah.

La triste verità di tutta questa faccenda è che ciò che ne esce è che i paesi che tanto sbandierano la costituzione, la libertà di pensiero e di parola si sono comportati esattamente come i tanto criticati Iran, Cina, Arabia Saudita e buon resto dell’allegra combricola. Anche gli stessi metodi bizantini. Quelli dotati di un minimo di spirito critico dovranno guardare sotto tutt’altra prospettiva i servizi al telegiornale che parlano dell’ennesima privazione o censura nel mondo cosidetto “non civilizzato”.

Credevamo di vivere in un mondo libero? Magari sono inguenuo ma credevo di sì. Tutta una grossa balla, “Freedom is Slavery” scrisse qualcuno tanti anni fa, questa è forse la verità sconcertante che Wikileaks ha rivelato a noi tutti.

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