Wikileaks, App Store, Censura, Disgusto.

Nel tempo record di un paio di ore un’app non ufficiale di wikileaks è stata pubblicata e rimossa dal fantastico, scintillante, perfetto, insostituibile, ma sopratutto controllabile, App Store.

La scusa è molto banale:

… secondo altre fonti potrebbe essere altrettanto plausibile che Apple abbia sanzionato la raccolta fondi attraverso un’app che è a pagamento, cosa non ammessa dalle regole. Per altro chi raccoglie fondi, anche se da un’app gratuita, deve essere parte di un’associazione di volontariato o a sfondo caritativo…

Tutto è ancora più chiaro e delineato quando si legge questo articolo.

Il messaggio è molto chiaro, casi come quelli di wikileaks non dovranno più accadere e questa è opinione comune di tutti i governi, il cui scopo finale, ricordiamoci, è rimanere al potere. Nessuna grande corporazione si può permettere di trovarsi contro i governi, per ora la stessa app su android rimane disponibile ma chissà per quanto. A mio modesto parere, la rivelazione più grossa di wikileaks non è in nessuno degli articoli portati alla luce del pubblico (comunque più preoccupato a scegliere quale cinepanettone vedere per primo), la rivelazione più grossa è semplicemente che il tanto sbandierato primo emendamento, o la presunta libertà americana, è solo una grossissima balla e nel momento del bisogno hanno usato tutti i metodi bizantini tanto criticati quando a farlo sono altri. E’ da qui che arriva “l’ignoranza è forza”, meno sa l’individuo e meno può pensare, viene concessa la libertà di pensiero proprio perché l’individuo non è in grado di pensare e per evitare che lo faccia è sufficiente controllare l’informazione, che di questi tempi si può fare semplicemente cancellando un paio di entry su un dns o modificando il routing, è così facile da essere disarmante.

Il vero e proprio casino che abbiamo visto in rete, i ddos a wikileaks, il sito che si sposta di dominio in dominio, i mirror che vanno e vengono, conti bancari chiusi, carte di credito chiuse, donazioni bloccate, tutto questo è un evento che va ricordato perché quella di quei giorni si è trattata della vera e propria “Prima Guerra dell’Informazione Digitale”.

Uno dei migliori pensieri è in testa su slashdot: “Well, I’m sure Safari would be pulled next because it makes the same information accessible.”

Lo stesso controllo arriverà presto sui nostri mac, Apple Downloads verrà chiuso contestualmente all’apertura dello scintillante Mac App Store, sarà tutto bellissimo e sopratutto ci sarà il 30% su ogni transazione. Non vedo l’ora.

Il problema vero però a mio avviso è molto serio, almeno per i libertari della rete. Gli strumenti per disconnettere chiunque iniziano a spuntare in tutte le nazioni e si propagheranno. Non è importante che sia la condivisione di materiale protetto da copyright, l’importante è che gli strumenti esistono. Presto arriverà, in quale forma non si sa, la “governance”, sia essa della ONU, CE, GiG, Giochi Preziosi o chi per lì, ma arriverà. Va fatta anche in fretta perché ormai passiamo più tempo davanti agli schermi LCD dei computer che alla TV…

Andrà tutto a puttane e non c’è TOR che tenga…sigh, i bei tempi dei trouble makers, degli square pegs in the round holes è bello che andato, forse non c’è mai stato. Forse ho semplicemente creduto in qualcosa che si voleva farmi credere. Che credulone.

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