Desktop Linux: Morto?

Mi è capitato di leggere un articolo di Miguel de Icaza [Wikipedia], come dire non proprio l’ultimo arrivato, dal forte titolo “What killed the Linux desktop”. Già dal titolo si capisce che Miguel dà per morto il pinguino su desktop, asserzione che tra l’altro mi trova d’accordo, un po’ meno le motivazioni.

Come lui anche io mi sono, alla lunga, stufato di dover pasticciare con LD_PRELOAD per avere la webcam girata nel verso giusto, non che mi serva, mai usata, ma ad ogni installazione è lo stesso giro. Idem per gli script di suspend / hibernate o per la malefica lucina di attività del wireless. A volte va, a volte no, senza apparente ragione.

Io concordo con lui sul problema delle compatibilità tra varie distro, sopratutto sulla mancata retrocompatibilità tra ambienti diversi, in più aggiungo la situazione caotica dei vari desktop environment (Gnome, KDE, XFCE, ecc…), semplicemente una software house non può permettersi di allocare risorse per uscire con un prodotto su una piattaforma che ogni dieci mesi decide di cambiare totalmente, senza un piano definito, senza un punto focale di riporto, insomma Adobe non si sognerebbe mai di spendere soldi per portare le sue suite su linux, nemmeno microsoft di portare Office.

Sostanzialmente il problema principale è questo. Non c’è software. Ammettiamolo, per una volta. Facciamo un breve elenco di attività del tutto normali oggi come oggi.

  • Web: browser non mancano, più drammatica la situazione flash piuttosto che silverlight (grazie Rai per usare tecnologia proprietaria!)
  • Email: Evolution, Thunderbird o chissà che altro programma email è il nuovo “default” su ubuntu sono inutilizzabili, brutti da vedere e complicati da usare e peggio ancora, uno non è aggiornato da mesi (exchange 2010 non va nemmeno a spingere), mentre l’altro è stato ufficializzato come morto.
  • Produttività: OpenOffice, LibreOffice o come diavolo si chiama questa settimana è semplicemente inguardabile, lento e pesantissimo e la GUI non è integrata con nessuna distro del pianeta.
  • Audio: anche qui siamo messi maluccio. Sempre riferito ad ubuntu, su una distro il default è Banshee, poi tornano a Rythmbox, poi si torna a Banshee, prova anche Amarok, alla fine fanno cagare tutti e continuano a cambiarceli sotto al naso.
  • Fotoritocco: GIMP funziona benissimo è vero ed è un must su ogni desktop, tanto che Canonical ha scelto di renderne l’installazione facoltativa. Ottimo programma ma anni luce distante anche solo da Photoshop Express piuttosto che Pixelmator, pur se molto più potente.
  • Editing video: Openshot, PiTiVi, Kdenlive, tutta roba inutilizzabile, c’è Cinelerra ma dovete avere un’esperienza di almeno 25 anni come montatori video prima di poterlo utilizzare, senza parlare poi dell’interfaccia esteticamente imbarazzante, cosa che a dire il vero accomuna anche gli altri.
  • Video player: VLC, qui non c’è niente da dire, uno dei migliori pezzi di software della storia.
  • Risparmio energetico: mai ottenuta da un portatile la stessa autonomia di Windows. Mai. Lasciamo perdere raggiungere le quasi 8 ore del mio precedente Macbook Pro.

Di sette aree quindi ne abbiamo 5 per i quali non ci sia un pezzo di software di buona qualità, decenti ed usabili sì, ma da qui a dire che siano equiparabili a Word, Pages, Excel, Numbers, iMovie, iTunes, Photoshop express e allegra compagnia ce ne passa, anche parecchio. E’ pur vero che facendo un conto veloce tra Office + Photoshop Express ci vogliono quasi 300€, per gli altri ci vuole un Mac e non sono mai state macchine abbordabili.

Messo tutto questo insieme, dopo più di 15 anni di utilizzo di Linux posso dire di essere d’accordo con Icaza. Linux su desktop non andrà da nessuna parte. La user base non cresce da anni e difficilmente crescerà, anzi, un buon giorno Canonical farà dei conti e presumo che il buon sudafricano chiuderà i rubinetti, chissà, spero di sbagliarmi.

Il rammarico più grande è che credo che, paradossalmente, il colpevole di tutto ciò è proprio la possibilità di personalizzazione. Troppi desktop environment, troppi software sovvrapposti che fanno la stessa cosa, troppi disaccordi su temi di interfacce GUI, tutto caotico. Se tutti questo sforzi fossero stati accentrati fin dall’inizio si avrebbe un sistema omogeneo, standardizzato e quasi sicuramente, zeppo di sviluppatori e software house disposte ad entrare su linux, invece non è andata così, questo perché la comunità si è fissata troppo a lungo con l’OS e non ha capito che è quello che ci gira sopra al sistema operativo che conta.

Per i miei server nessuno mi tocchi linux, stabilità impressionante, documentazione senza rivali, rispetto di ogni standard, insomma tutto ciò che un professionista IT apprezza. Ma se qualcuno mi chiede una workstation o un sistema da avere a casa, che sia uno UNIX, mi dispiace per tutti ma OS X non ha ancora rivali, tasche permettendo naturalmente e se non lo permettono l’unico UNIX a basso costo è Linux ovviamente, ma scommetto che ogni utente di ubuntu, slackware, crunchbang, min, kubuntu o quel che sia non guarda con una punta d’invidia la pulizia stilistica delle interfacce di OS X perché non ci credo, oppure non avete senso estetico.

Mi rendo conto che in tutto ciò non ho mai toccato Microsoft Windows. Diciamo che quanto a interfacce non sono mai stati bravi, nè stilisticamente (qualcuno ha mai sopportato quel blu caramelloso di XP?) ma sopratutto ergonomicamente, menu e tasti funzione mai uguali tra applicazioni diverse, widget spesso differenti, opzioni sparse tra “Tools”, “Preferences”, “Control Panel”, “Edit”, “Options”, “Help” o menu a tendina vari con checkbox, però è lo standard de facto dell’informatica mondiale, semplicemente perché Microsoft fa tante marchette ai produttori che poi piazzano tutti i loro portatilini identici con Windows anche al Despar sotto casa.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *