Feature Creep

Dopo anni di sveglie puntuali e brutali maltrattamenti la mia sveglia ha tirato l’ultimo sospiro (o si è suicidata magari). Trattandosi di un articolo semplice mi reco al primo negozio di elettrodomestici con l’idea di trovare qualcosa con un design gradevolmente moderno e che magari abbia più di una sveglia programmabile, magari con orari diversi per giorni diversi e, se possibile, con pannelli solari così da non dover pensare e comprare le batterie. Non hanno svegie, solo TV al plasma 4k, tv curvi, frigoriferi che fanno il ghiaccio, il ghiaccio tritato, rasoi a 77 velocità e altre cose che non svegliano. “Prova da mediaworld” mi dicono.

Primo giro al mediaworld. Nulla. Mille sveglie con differenti modalità per vedere il meteo dentro casa e fuori, per vedere il meteo da quattro fonti diverse, che proiettano l’ora sul tetto, in casa del vicino o su uno schermo 4k (Chuck Norris ne ha uno a 5k), altre che si collegano al telefono (per fare cosa non mi è chiaro), altre con radio, con radio e previsioni meteorologiche, con radio e tv, con radio e mp3, se cercassi bene troverei alcune anche con connessioni dirette a youporn.

Nessuna che faccia la sveglia programmabile però. Niente che possa fare solo da sveglia e con un (uno, uno soltanto) bottone ben grosso per poterla zittire. Niente di tutto questo. Sveglie atomiche e meteorologiche sincronizzate con Francoforte ma con il tasto “snooze” (la funzione primaria di qualunque sveglia!) ben piccolo e sulla parte posteriore della sveglia.

Passiamo da FNAC. Solo radio sveglie. Una sveglia di 4 metri quadrati con design radio anni ’40, sveglie con i digiti rossi che alla bisogna si possono usare anche come fendinebbia e altre due con una miriade di tastini piccolissimi per programmare mille funzioni, tranne le sveglie.

Torno al mediaworld ed alla fine in mezzo al marasma prendo un coso nero orribile che fa anche il meteo e lo porto a casa. Apro il pacchetto ma, per mia sorpresa, non ha la funzione sveglia. Ebbene si, la fantastatica Oregon Scientific BAR806 fa mille idiozie con il meteo, con l’allineamento da una radiofrequenza in Germania, si possono scegliere i °F o °C, previsioni meteo, vedere la temperatura massima e minima della giornata, umidità e chissà che altra futilità nascosta nelle 30 pagine del manuale. Ma non fa la sveglia. Eppure era messa nello scaffale delle sveglie. In compenso ho un LED bello grosso che mi avvisa del pericolo ghiaccio. Peccato che a Barcellona non sia una funzione molto utile. 59.99€ sprecati, la lascio a mia madre che adora sapere il meteo e le previsioni. Io preferisco guardare fuori o aprire la finestra.

Più tardi torno comunque al centro commerciale perché in ufficio la storia della sveglia rotta può funzionare per una settimana ma usare il cane come sveglia, che puntualmente verso le 8:30 piagnucola per mettersi a letto, non è un sistema affidabile. Da mediaworld e FNAC ci sono già stato e girando a casaccio trovo un “mirò” dove hanno finalmente quel che cerco. Una banalissima sveglia Daewoo con un grosso bottone “SNOOZE”. Esteticamente di mio gusto ma non è programmabile con più sveglie su basi giornaliere, comunque ormai ho le palle talmente piene e decido di farmela stare bene per un totale di 14€ e monetine varie.

Alla fine della storia mi è venuto in mente la storia del “What the customer really wanted” e di quanto sia vera quella striscia ancora oggi, spiego quindi perché il post è categorizzato come “Programmazione”.

L’altro giorno abbiamo raccolto una decina di sviluppatori software (tra frontend, backend, QA e UX) per una semplice applicazione CRUD. Una semplice pagina per creare, leggere, aggiornare e cancellare record di un database. Una cosa semplice. Invece in un attimo il tutto è degenerato con notifiche, paginazione della tabella, gestione omonimi, sort vari della tabella, che database scegliere, questo o quello non si può testare, politiche di sicurezza e bagni di sangue vari.

Il Feature Creep è veramente un pericolo molto reale nel quale è facilissimo cadere. Basta aprire iTunes per avere un esempio brillante. O cercare una sveglia.

Java su Synology

A volte può essere comodo avere Java sul proprio NAS Synology e provare piccoli sviluppi software java o magari su tomcat o jetty.

Un bel post su PC Load Letter illustra le operazioni da fare. E’ importante conoscere quale CPU monta il proprio NAS. Funziona perfettamente sul mio DS110J ma non aspettatevi prestazioni da brivido per la JVM, in fondo si tratta di un NAS di 5 anni fa.

Non ho provato ad installare Glassfish o JBoss perché già Tomcat sembra essere al limite su questo NAS, sicuramente con i Synology più recenti la situazione sarà migliore. Onestamente non saprei nemmeno dire se gli application server prima elencati possano funzionare con Java SE Embedded, ma poter avere un Tomcat è una buona cosa.