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Penso che [internet] sia una rivoluzione di cui ancora non cogliamo la portata e che resterà legata agli hacker, perché ha con loro una cosa in comune, lo spirito libertario ed anarchico. Credo che le istituzioni cercheranno in tutti i modi di controllarla, di renderla a loro immagine e somiglianza. Proveranno a tassare ogni singolo bit, a censurarla, a limitarla nei servizi e contenuti, ma non ci riusciranno, in quanto la sua vera forza consiste nell’impossibilità tecnica di controllarla interamente a causa della struttura estesa in tutto il mondo. Se tenteranno di porre dei limiti in uno o più stati, ci si potrà semplicemente spostare altrove e così via. La consapevolezza di questa imbrigliabilità di Internet è per un hacker e per tutti i liberi pensatori la vera e più grande vitoria che si possa mai conquistare.

— kramer, Spagetti Hacker, 1997

Internet ha dunque vinto, ma è una vittoria di Pirro perché la Rete morirà a causa di sé stessa. I “canali” e il modo push non sono altro che un tentativo di stuprare Internet riconducendola ad un modello culturale oramai noto e bene accettato quale quello televisivo. Peccato che il broadcast su Internet sia un assurdo tecnologico e le tecniche di marketing televisivo un assurdo sociale, che vanificano la struttura e gli scopi stessi della Rete: l’importante, per chi comanda, è che Internet cresca e penetri sempre più rapidamente nel tessuto sociale, anche a costo di diventare un’altra cosa.

Per la fretta abbiamo forse perso l’occasione del secolo.

Corrado Giustozzi, editoriale di Byte Italia, dicembre 1998.