#bandalarga? #certo, #lavoltabuona

Prendo spunto da Punto Informatico che ha riportato un interessante studio sulla situazione broadband in europa.

Il primo dato interessante è che la velocità media Europea è superiore a quella US, la grossa differenza è che loro scaricano in media al 101% della velocità contrattata mentre da noi si riduce al 63%. Insomma, ci mentono bellamente e paghiamo malamente.

La solita questione della “banda garantita” (o SLA), grande invenzione delle telco per proteggersi il fondo schiena.

La sezione più interessante comunque riguarda la copertura con livelli oltre 30Mbps, desolazione. Non servono ulteriori commenti.

broadbandcoverage
Fonte: Digital Agenda for Europe

Italia e tecnologia

Il rapporto degl’italiani con la tecnologia è un problema culturale.

in Brasile, nel 1985, iniziai a programmare a scuola. con dei vecchi apple II. Logo e basic. Fino al 1990, data del mio sventurato trasloco in italia. niente programmazione fino al 1993 quando a scuola s’iniziò con il pascal. primo mondo.
poi l’università, ingegneria informatica ovviamente. siamo già nel ’96. un po’ di C, un po’ di matlab, fortran e tutta programmazione “astratta”. analisi numeriche, algoritmi per trovare lo zero di una funzione e tutta robaccia priva di qualunque senso, c’era l’esplosione del web in quel periodo ma nemmeno un vago accenno a cosa sia apache, http, a come mettere in piedi un database su un server, ma guai a me a non saper dimostrare le equazioni di Maxwell. (se già l’ha fatto lui che cazzo lo devo fare io a fare?)
giusto un corso, validissimo ma comunque troppo teorico, di basi di dati e qualche cenno su intelligenza artificiale, il resto è stato tempo sprecato, come dover ripetere in tre esami diversi che un hardisk ha le tracce, settori, cilindri, tempi di accesso e idiozie simili.
veramente tempo e fatica sprecati, il luogo dove il facile diventa difficile attraverso l’inutile diceva un mio amico. la cosa più importante che mi è rimasta non era sui libri, ma è il metodo. se una cosa non la so c’è di sicuro al mondo un libro che la spiega, continua a sbatterci il cranio e ti entrerà in testa, questa è l’unica cosa che mi è rimasta dell’università. non è roba da poco ma, in ogni caso, niente di vendibile su un cv. Continue reading Italia e tecnologia

Bolla in arrivo…

Quattro scappati di casa trovano soldi, beati loro e beati siano i venture capitalist, per sviluppare una fantastica applicazione, pensate che si possono caricare le proprie foto online e condividerle! Un concetto rivoluzionario.

Prima di quotare in borsa il proprio mondo digitale fatto di aria fritta e UGC (User Generated Content, di solito con un valore asintotico tendente a zero), un altro scappato decide di comprare summenzionata azienda, tale Instagram, che a sua volta ha fatto sviluppare il proprio prodotto di punta a tale Burbn Inc, della quale non si riesce a trovare uno straccio di informazione in rete.

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La fine dell’outsourcing?

Chiunque abbia iniziato a lavorare in ICT in questi ultimi anni conosce benissimo la situazione. Le aziende ormai non assumono più, si tratta sempre di fare leva su servizi di consulenza, che a loro volta assumono il personale a contratti determinati nel tempo, chi 3 mesi, chi 6, chi a partita IVA, chi in stage, cococo, cocopro, cocazzocheguadagni, niente contributi, niente ammortizzatori sociali, una grande conquista sociale quella del D. Lgs. n. 276/2003, meglio nota come Legge Biagi, che per noi bravi IT con borsa e portatile significa quasi sempre una cosa sola: Body Rental.

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