Wikileaks, App Store, Censura, Disgusto.

Nel tempo record di un paio di ore un’app non ufficiale di wikileaks è stata pubblicata e rimossa dal fantastico, scintillante, perfetto, insostituibile, ma sopratutto controllabile, App Store.

La scusa è molto banale:

… secondo altre fonti potrebbe essere altrettanto plausibile che Apple abbia sanzionato la raccolta fondi attraverso un’app che è a pagamento, cosa non ammessa dalle regole. Per altro chi raccoglie fondi, anche se da un’app gratuita, deve essere parte di un’associazione di volontariato o a sfondo caritativo…

Tutto è ancora più chiaro e delineato quando si legge questo articolo.

Il messaggio è molto chiaro, casi come quelli di wikileaks non dovranno più accadere e questa è opinione comune di tutti i governi, il cui scopo finale, ricordiamoci, è rimanere al potere. Nessuna grande corporazione si può permettere di trovarsi contro i governi, per ora la stessa app su android rimane disponibile ma chissà per quanto. A mio modesto parere, la rivelazione più grossa di wikileaks non è in nessuno degli articoli portati alla luce del pubblico (comunque più preoccupato a scegliere quale cinepanettone vedere per primo), la rivelazione più grossa è semplicemente che il tanto sbandierato primo emendamento, o la presunta libertà americana, è solo una grossissima balla e nel momento del bisogno hanno usato tutti i metodi bizantini tanto criticati quando a farlo sono altri. E’ da qui che arriva “l’ignoranza è forza”, meno sa l’individuo e meno può pensare, viene concessa la libertà di pensiero proprio perché l’individuo non è in grado di pensare e per evitare che lo faccia è sufficiente controllare l’informazione, che di questi tempi si può fare semplicemente cancellando un paio di entry su un dns o modificando il routing, è così facile da essere disarmante.

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Benchmarks, numeri e numerelli…

Oggi ho finalmente fatto girare Xbench sulla nuova macchina. Interessante il confronto con i sistemi che l’hanno preceduto, giusto come curiosità l’ho fatto girare anche su un vecchio iMac G3.

iMac 2007
Core2Duo 2.4GHz
4Gb RAM
320Gb Hitachi HDT725032VLA360
ATI HD2600 Pro
System Version 10.6.3 (10D573)
Xbench Result: 139.145233

iMac 2008
Core2Duo Extreme 3.06GHz
4Gb RAM
500Gb Western Digital WD5000AAKS-40YGA1
Nvidia 8800GS
System Version 10.6.3 (10D573)
Xbench Result: 164.731720

MacBook Pro 2009
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OSX e Linux, la combinazione perfetta

Per mesi ho avuto tra i piedi un vecchio PC da dismettere con ben due dischi da 500GB nuovi fiammanti che non sono mai stati usati.
Alla fine venne mi decisi a farlo diventare un file server casalingo.

Io però sono un Macaco, la necessità era quindi evitare assolutamente SMB ed usare direttamente il supporto nativo ad AFP. Purtroppo il pacchetto netatalkpredefinito non supporta la crittazione che Mac OSX pretende.

A chi è avezzo all’utilizzo della linea di comando potrà sembrare complicato, ma sono passaggi indispensabili e magari nel processo s’impara qualcosa, dopo tutto a volte usare l’ingegno è meglio che semplicemente trascinare un’icona nella cartella Applcations. 🙂

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